The Chimps :: Indie Rock / New Wave
 


"ROAD 2"
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Road 2

Mini-album:  
Title
: "ROAD 2..."
Released:
October 07
Recorded:
Open Gate Studios (Ct)

Tracks:
1. 4.20 (4.10)
2. One Two Three Star (4.13)
3. Rainjune (3.52)
4. It Was a Joke (3.38)
5. Catch a Dream (3.44)
6. In Another Place (3.49)
7. Holy Mother of Damned Generation (3.39)
8. Untitled (4.56)


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TERRIOTORIO MUSICALE
19 marzo 2008
[...]

Antonio Soccio


A pochi mesi dall'uscita del loro primo EP "Road To.." distribuito via Web, i siciliani The Chimps completano il precedente lavoro, aggiungendovi altri 4 brani, e sfornando nell'ottobre del 2007 un mini-album di 8 piacevolissime tracce, dal titolo "Road 2..", autoprodotto ed inciso con l'indipendente "Peteran Records".

A sentire le entusaste critiche, pare di aver scovato un fantastico punto di incontro tra Europa ed America, nonche 80' e nuovo millennio, connubio famelico tra una leggendaria wave stile "Talking Heads" e la modernissima nostalgia di "Franz Ferdinand" e "The Strokes"...il tutto in SICILIA...

Sì proprio in Italia, dove l'Indie Rock, pare ancora non arrendersi alle ragioni del mercato, e purtoppo del suo business...

L'ascolto dei ben collegati brani scorre facile, ma non per questo noioso, ai quali la semplicità nell' esecuzione, dà ragione all'atmosfera volutamente creata. Unico appunto per una sdolcinatezza a volte forzata, che non rappresenta comunque pecche nel contesto, e dovuta probabilmente all'aria giovane che pervade tutta la band, nata solo nel 2005 e con elementi (GRANDI!!!) non ancora maggiorenni, rappresentando quindi la necessità come pura VIRTU'...

Un buon inizio per una realtà, alla quale, con tranquillo apprezzamento, va un bell' IN BOCCA AL LUPO!!!

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MUSICALNEWS
08 febbraio 2008
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Giancarlo Passarella


I8 brani gia' conosciuti (molto Television e Talking Heads), sia perche' presenti sul precedente demo, sia perche' disponibili in download gratuito da mesi: dalla Sicilia una band interessante e con recensioni positive sin dalla lontana Glasgow.

La band comunque ruota attorno alla personalita' di Alex Graziano, anche editor del web site italiano dedicato ai Franz Ferdinand, band che ovviamente influisce sul combo siciliano, assieme ad altre fonti d'ispirazione come The Strokes, R.E.M., Interpol, Kasabian, Mars Volta e perfino i Cure di Robert Smith. Soprattutto e' il cantato di Alex Graziano ad avvicinarsi alla band di Three Imaginary Boys e Pornography: e' bene comunque precisare che Alex Graziano non imita Robert Smith, ma che e' evidente che esistano delle somiglianze, come se fossero andati a scuola di canto dalla stessa insegnante....!
A dimostrazione della maturita' raggiunta dalla voce del cantante dei The Chimps, va citato che sul loro sito viene riportata una positiva recensione scritta da Kizzy (web content editor di Infuzed) e questa ragazza e' una madrelingua e l'inglese lo capisce bene, visto che vive a Glasgow...!Kizzy scrive ...Like with any band they are influenced by many other different bands, but gladly they've been able to create certain uniqueness to them that I find quite charming and enjoyable to hear and I hope to hear many more songs from them in the future...
Avere a disposizione un cd vero e piu' completo dei The Chimps? Ce lo auguriamo anche noi, anche perche' (e qui veniamo ai piccoli difetti di questo bel Road 2 ..) la Peteran Records e' una piccola realta' italiana che li aiuta nella distribuzione digitale (cosi' come fa la tedesca Indie Logic Recordings), ma non si tratta di una etichetta discografica reale. Per diventare poi un cd ufficiale, questo dei The Chimps abbisogna di una massiccia opera di post produzione, cosi' da evidenziare tutte le peculiarita' sia strumentali che del cantato: in alcuni momenti infatti il suono che ne esce e' troppo compresso e si sente la mancanza di un mastering finale. Fatto questo e trovato un editore serio (cosi' da recuperare le royalties che altrimenti vanno perse, viste le diverse serate live che la band fortunatamente fa), il futuro di una band interessante come questa dei The Chimps (ex Crop Circles) e' un pochino piu' limpido.
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ALONE MUSIC
04 febbraio 2008
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Eliana


Immaginate di mettere un cd nel lettore, premere il tasto play e ritrovarvi catapultati nei fantastici anni ’80: questa e’ la prima sensazione che si ha ascoltando questo mini-album, dove l’ influenza della new wave inglese la fa da padrone.

Di certo i forti rimandi a Joy Division, Interpol ed Editors non impediscono di apprezzare un sound comunque fresco ed accattivante, ben interiorizzato dai componenti del gruppo che, nonostante la giovanissima eta’, possiedono una notevole padronanza degli strumenti e sono riusciti a rendere le 8 tracce un unico ed omogeneo cd da ascoltare tutto d’un fiato.

Diventa infatti quasi impossibile, anche per chi non e’ avezzo al genere, non lasciarsi trascinare tra riff distorti ed una voce dal gusto vintage ( la cui unica pecca, c’e’ da dire, e’ non riuscire a rendere nei toni alti) nel rock divertente e leggero di una canzone come, ad esempio, “It was a joke”.

Di certo c’e’ da riconoscere a questa band siracusana la grande capacita’ di essere riuscita a confezionare un prodotto gia’ abbastanza maturo musicalmente in un clima sicuramente non favorevole e fecondo per questo stile

Voto 7 e 1/2

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NOIZE ITALIA
27 dicembre 2007
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Davide "Head"


Tornano i siciliani Crop Circle per l'occasione con un nuovo nome e con una riedizione del loro primo lavoro con l'aggiunta di quattro pezzi nuovi di zecca. Anche le nuove composizioni richiamano alla mente le sonorità made in england, tra l'indie e il pop meno banalotto.

Le capacità della band non si discutono e anche i nuovi pezzi sembrano proprio avere il giusto appeal per convincere l'ascoltatore. Infatti già lo start con "4.20" ci fa sbattere il piedino a tempo con un pezzo molto orecchiabile ma al tempo stesso ricercato. Il pezzo migliore del lotto rimane la già conosciuta "Catch a Dream" e molto interessanti gli ultimi due pezzi, specialmente l'ultimo, meno immediati e con ottime parti di chitarra.

Una conferma quindi per i The Chimps che a parer mio sono già pronti per un debut album vero e proprio

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STEREO INVADERS
27 dicembre 2007
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Machine Gun


Nuova realtà indie per la terra siciliana: “The Chimps”. Innanzitutto una considerazione preliminare: questo gruppo è composto da ragazzi che non raggiungono i ventuno anni, il batterista è addirittura quindicenne e questo non può che essere un elemento positivo in sede di recensione. Inoltre lo spirito underground del gruppo mi ha colpito favorevolmente, insieme alla possibilità di scaricare l’intero CD come veicolo di promozione. La musica proposta a dire il vero non porta niente di nuovo e sperimentale alla mia attenzione: i The Chimps fanno un indie rock debitore della tradizione anglo-americana alla Franz Ferdinand, Editors ed Interpol, senza disdegnare un’occhiata al post punk dei Joy Division e dei Cure (quelli del primissimo periodo). Tutto quanto fatto molto bene, con una produzione discreta ed una capacità piuttosto buona di rileggere le influenze già citate. Come non rimanere piacevolmente coinvolti da “RainJune” e da “Catch A Dream” con i loro refrain che ti prendono dal primo istante, ma anche come non farsi trascinare dal rock spensierato di “It Was A Joke”. Il resto è di contorno ma rimane sempre su un livello compositivo buono; dubito che i The Chimps potranno andare oltre i confini italiani con questo disco, data la presenza all’estero di artisti seminali e di ben altra caratura, ma all’interno della scena questo gruppo siciliano può dire la sua ricordando sempre che si tratta di giovanissimi e che i margini di miglioramento sono molto ampi. Ottimo punto di partenza

Voto 7

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BLACKOUT69.COM
23 dicembre 2007
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Mercuzio


Ancora una volta in ritardo, lo sapevo. Cappuccio sotto la doccia, dentifricio ad accompagnare il cornetto e di corsa in ricerca di wireless. Ringrazio la mia capacità di esser casalingo in cambio dell’ospitalità altrui, vagabondo ancora qualche minuto per la grigia città lombarda fino a trovare l’adatta cornice.
“Se lo meritano” mi ripeto. Glielo devo proprio.
E cosa dire altrimenti, di coloro che già a suo tempo non definii certo con dolci parole e che, non intenzionati ad arrendersi si ripropongono ora, dopo aver accolto le critiche, pur costruttive, del sottoscritto?
Ammirabile testardaggine e accresciuta grinta. Ecco gli ingredienti mancanti nel precedente lavoro, eccoli che si intravedono ora più chiaramente, riff dopo riff si fanno spazio nell’ormai inflazionato sound indie. Freschezza in Cribs style, chitarre made in Strokes town, linee vocali rivisitate e rinnovate. Il tappeto bianco animato dalle ritmiche minimali di provenienza britannica si allarga, ma i Chimps non gettano la spugna, tornano al proprio angolo. Giusto il tempo di riflettere sui colpi mancati, su quelli subiti, un bacio ai guantoni e si ritorna a proporre l’indie made in Italy.
Sul ring danzano in maniera diversa, solo apparentemente spensierata, il ritmo è nuovo e con 4.20, prima traccia del loro secondo lavoro Road 2.. , lo rivelano ad un pubblico ora più scettico e critico. Il ritornello riesce però a convincere i nuovi fra la folla, il finale in ballata smuove anche chi già li conosce. Ripropongono e rinnovano i precedenti lavori e lo urlano senza indugiare, a gran voce, la stessa voce una volta insicura ed ora più curata. Gli esiti del meticoloso lavoro di ricerca, dell’allenamento alla corda e al sacco si fanno sentire.
It was a joke conferma la loro totale e a tratti ancora eccessiva adorazione per Julian Casablancas, Nick Valensi e compagnia. Incassano ancora qualche colpo causato dalla distrazione, una mossa prevedibile con Holy mother of Damned Generation, ma l’evoluzione è avviata e gli esiti positivi sono visibili al pubblico pagante dell’arena.
Sul volto dell’avversario lo si legge chiaramente. Il prossimo montante lanciato in aria sarà l’ultimo. La chitarra di Untitled non lascia dubbi, sta affondando il colpo, il tono è più cupo, un dettaglio sottolinea lo sguardo determinato, poi quello intimorito e rassegnato dell’avversario. Il gancio fluttua in aria qualche secondo.
Il quintetto di Siracusa riesce a ritrovarsi, cresce a livello tecnico. Il lavoro è solo incominciato e la strada è in salita, l’ostinazione non manca. Respiro iniziale, motivazione e creatività. Buon allenamento.

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ARTISTS&BANDS
19 dicembre 07
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Fabio "Stanley" Cusano

Dopo la pubblicazione nell’ottobre del 2006 del buonissimo E.P. Road To…. i The Chimps tornano quest’anno con la riedizione di quelle stesse tracce con l’aggiunta di altri 4 nuovi pezzi che vanno a comporre questo Road 2, una trentina di minuti abbondanti di indie rock miscelati alla migliore tradizione new wave di inizio anni ‘80.

It Was A Joke”, dopo 3 tracce che già ben mettono a fuoco la proposta, dimostra come la band sia vicina a certe sonorità degli Strokes a livello strumentale ma anche nel resto della raccolta denotano un’ottima personalità ed una scelta per le melodie azzeccatissime e freschissime. In tutti i pezzi qui presenti, che ci aiutano a focalizzare meglio la musicalità sciolta e senza fronzoli della band rispetto al lavoro dello scorso anno, si riscontra un senso di tranquillità e di consapevolezza compositiva di un certo livello, accostato ad un songwriting molto ispirato e credibile.
Cacth A Dream” è introdotta da un giro di chitarra che va a ricordare i primi Interpol, ma allo stesso tempo anche gli U2 degli esordi; la successiva “In Another Place” si apre con un riff di basso, carico di groove per proseguire in una melodia solare e rilassata.
Questi cinque ragazzi catanesi sono anche furbi e ben consapevoli che non è necessariamente un difetto rivolgersi ad un pubblico più ampio possibile da subito, sfornando pezzi sempre brevi ed asciutti nei passaggi, evitando il rischio di appesantire l’ascolto anche nei confronti di chi per la prima volta si imbatte nella loro musica.
Concludono la raccolta “Holy Mother Of Damned Generation”, pezzo carico di groove e dalla linea vocale molto fluida e catchy e “Untitled”, indubbiamente l’episodio più graffiante degli 8 presenti in questa seconda prova, con un riff di chitarra sostenuto ad aprire il pezzo che prosegue sciolto e penetrante nei solchi della new wave britannica, riecheggiando lo spettro di Ian Curtis ed i suoi mai troppo rimpianti Joy Division.

Un combo con una visuale molto ampia sul raggio di azione verso il quale operare ed una produzione molto accurata, sostenuta da una qualità complessiva di spessore: Road 2 si presenta come un interessantissimo punto di partenza per tessere un qualcosa di più importante nei prossimi anni. Se a questo ci aggiungiamo anche il fatto che il loro sito (dove è possibile scaricare gratuitamente questo disco) possiede una splendida grafica ed una scorrevolezza straordinaria dei menù, possiamo capire facilmente che a Catania, qualcuno vuol fare le cose in grande. Buona fortuna.

Brani suggeriti: 4.20, It Was A Joke, Catch A Dream, In Another Place

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GUFETTO - 05 dicembre 07 [...]

Alba Cosentino

“Road 2..” è il secondo Ep della band siracusana The Chimps, un mini disco che aggiunge quattro tracce nuove al precedente Ep, tutte cariche di energia e di buon sound.Con questo nuovo lavoro si inizia a conoscere ed apprezzare di più la band. “Road 2” mostra l’individualità musicale di un gruppo che pian piano sta tirando fuori degli ottimi pezzi.
“4.20” è la prima traccia dell’Ep, con un’introduzione musicale molto particolare, grazie anche all’accompagnamento di basso e batteria che reggono notevolmente tutto il pezzo. “It Was A Joke” invece è totalmente carica di pura energia, che pian piano esplode grazie ai colpi rullanti della batteria, scandendo molto bene il tempo quasi da protagonista, e che scorre all’unisono con la voce del cantante del gruppo. “Holy Mother Of Damned Generation” è la settima traccia, molto potente nelle parti di chitarra, accennati riff con una voce che si adegua perfettamente ai vari cambiamenti di tempo, in perfetto stile rock della canzone.

I Chimps sono musicalmente estroversi e maturi al punto giusto. Questa band farà senz’altro parlare ancora di sé

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L'URLO
08 novembre 07
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Rebecca La Mela

Gruppi come Interpol e The Strokes hanno rappresentato nei loro album il nome del new wave di Joy Division e The Cure. Nel nostro piccolo, abbiamo The Chimps, cinque ragazzi siracusani che portano avanti la stessa “missione” dei loro cugini d’oltreoceano. Road 2, presentato il 29 ottobre, è composto da 8 brani che ricordano decisamente le sonorità tipiche di album come “Is this it?”.

Descrivere i brani uno per uno è inutile; Road 2 è un ep omogeneo e compatto, tranne per la caduta di stile di 4.20, che passa da una prima parte leggermente verdeneggiante ad una seconda parte in ¾ e chitarra arpeggiata che rovina il brano. Tutte le tracce, come One two three Star o la bellissima Rainjune, seguono una linea logica di stile e di arrangiamenti. Quello che mi ha colpito di più è stata la batteria di Giuseppe Carbonaro, che a soli 15 anni ha completa padronanza dello strumento (e anche ottimi ascolti direi!). Pezzo di punta di Road 2 è l’ultima traccia Untitled (che rimanda direttamente all’Untitled di turn on the bright lights degli Interpol), in cui gli accordi del riff di chitarra iniziale ricorda l’incipit di Slow hands; si trasforma poi in un brano degno della miglior tradizione Joy Division.

Insomma, The Chimps portano un’aria di novità nella scena siciliana, che ancora disconosce quel new wave anni 80 caro a molti. La band è ancora al secondo ep, ma dmostra grande padronanza degli strumenti e grande maturità di suono. Consiglio: ascoltare tutto d’un fiato e ballare a ritmo di indie rock

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"ROAD TO..."
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Road To...

EP:  
Title
: "ROAD TO..."
Released:
October 06
Recorded:
Open Gate Studios (Ct)

Tracks:
1. Catch a Dream (3.38)
2. One Two Three Star (4.12)
3. Rainjune (3.54)
4. In Another Place (3.48)

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ONDALTERNATIVA
22 settembre 07
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Enrico D'amelio

Il viaggio comincia partendo dalla tranquilla Siracusa, luogo di origine dei The Chimps, a bordo di una “The Strokes”, macchina di fabbricazione americana funzionante a indie rock : alte prestazioni. Dalla polverosa Sicilia alla grigia Londra il viaggio sarà lungo ma il gruppo funziona e ognuno svolge il suo ruolo egregiamente. Dopo un bel pieno di “Franz Ferdinand” ,combustibile già esistente sul mercato da tempo, la band è pronta per affrontare non solo il pubblico italiano ma anche quello straniero. Le chitarre sembrano subito ben oliate e collaudate e partono a pieni giri fin dalla prima traccia di un viaggio denominato “Road to…”.
La prima traversa che imbocchiamo prende il nome di “Catch a dream”: una strada semplice, lineare, di facile percorrenza che risulterebbe familiare anche ad un neo-patentato. Di semafori ce ne sono ben pochi e la nostra “road” scorre tranquilla e senza intoppi tra arpeggi e sonorità indie che caratterizzeranno tutto il percorso. Mentre l’asfalto scorre sotto le ruote della macchina il gruppo siracusano, per far passare la noia, intona un pezzo pieno di ritmo e incisività: “one, two, three star”.
Una leggera pioggia comincia a cadere dal cielo diventato plumbeo, è la pioggia di note di “Rainjune” che con un arpeggio pieno di colore ed emozione reinventa il cielo con un arcobaleno di sensazioni che sostituiscono la spensieratezza delle precedenti tracce con una chitarra più pensata e meno scontata e una voce molto più calda ed emozionante. Il viaggio volge verso la sua parte finale, di solito triste e piena di lacrimucce, quando invece con “In another place” l’atmosfera torna a essere quella di festa dove l’indie si mischia al funky per dar vita a una canzone che però non riesce a distaccarsi finendo travolta nel polverone della frenata finale.

Un viaggio è sempre fatto da momenti felici e da momenti tristi, in questo caso i The Chimps possono ritenersi soddisfatti il commento finale sarà :”che figata!!” momenti tristi e stancanti passano in secondo piano rispetto alla forza espressiva di canzoni come “Rainjune”.

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GUFETTO - 08 agosto 2007 [...]


Ilaria Rebecchi

I The Chimps, (ex Crop Circle), sono una band nuova ed accattivante, nata nella calda Sicilia nel Marzo del 2005, dopo varie esperienze dei rispettivi componenti in altri gruppi, per poi arrivare all'attuale formazione, sonoricamente indie, con echi di importanti gruppi esteri, quali Franz Ferdinand, The Killers, Elefant e The Strokes.All'inizio del progetto, The Chimps si sono cimentati appunto, riproponendo brani di queste celebri band di fama internazionale, per poi arrivare a creare ed interpretare proprie canzoni a completamento dell'esperienza maturata, ed è così che nel 2006 entrano in studio a registrare il primo EP, "Road to...", contenente 4 brani, tutti dal sapore moderno e creativo, dove spiccano la bella voce del leader Alex Graziano, e le schitarrate composte tipiche di quel rock elegante e oracchiabile tipico dei giorni nostri. Nel Giugno 2007 l’EP viene distribuito via web in Europa attraverso l’Italiana Peteran Records , e la Tedesca Indie Logic Recordings. Un esempio di fusione tra melodicità tipiche italiane e sonorità internazionali, dove non mancano ritornelli che non si dimenticano facilmente. Suoni calibrati e mai eccessivi, tematiche giovani e un'ottima propensione alla globalità del mercato, che porterà sicuramente la band ad essere apprezzata moltissimo anche all'estero oltre che nel Bel paese, dove si sono già esibiti al fianco di importanti band quali i Baustelle nell'estate 2006.

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NOIZEITALIA– 14 maggio 2007 [...]

Davide "Head"

Primo lavoro per i siciliani The Chimps composto da quattro pezzi che guardano all'Inghilterra e alla scena indie/pop-rock. Curioso come in poco tempo ci troviamo di fronte alla seconda band proveniente dalla Sicilia e dedita a queste sonorita (come i recentemente recensiti Wot): probabilmente c'è una connection Sicilia-Londra di cui non eravamo al corrente :)
In questi quattro pezzi i The Chimps sembrano aver trovato la loro formula scrivendo pezzi tutto sommato semplici, senza troppi orpelli e utilizzando soluzioni per forza stravolgenti. Questa "pulizia" premia la band che presenta quattro pezzi molto piacevoli che si fanno acoltare molto volentieri anche da chi non è prettamente un amante di questo tipo di sonorità. Particolarmente apprezzabile la bella voce di Alex Graziano, mai sopra le righe ma funzionale alle canzoni, e molto convincenti i suoni di chitarra, specialmente gli intrecci tessuti nella prima e nell'ultima song del demo: "Catch a Dream" e "In Another Place", due pezzi leggeri e malinconici che si poggiano su questi giri di chitarra maledettamente ficcanti ed intriganti. Quello proposto dai The Chimps non è esattamente il nostro genere di riferimento ma si sono fatti comunque apprezzare in virtù di un buon approccio alle sonorità di riferimento e per la capacità di scrivere canzoni semplici e fresche ma molto godibili.

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ENTRATE PARALLELE
04 maggio 2007
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Alessio Torluccio

Un progetto agli esordi quello dei siracusani Crop Circle, che mi ha sorpreso soprattutto quando ho letto che il batterista ha appena 15 anni. Beato lui… A parte questo, cominciamo col dire che per essere un CD autoprodotto, la qualità della registrazione è davvero buona, cosa che consente di mettere in luce gli aspetti positivi del gruppo, e ovviamente anche i punti di debolezza. I Crop Circle si definiscono un gruppo indie rock, e nella loro breve biografia affermano di ispirarsi a diversi gruppi, dai Franz Ferdinand ai Cure, due versanti abbastanza diversi fra loro, anche se sinceramente non mi pare di ravvisare molte fonti di ispirazione legate alla band di Robert Smith. Al contrario, il sound del gruppo è piuttosto limpido e solare, e anche solo il titolo di “One Two Three Star” richiama alla memoria più che altro giochi infantili narrati con melodie semplici e sprizzanti energia. Si nota una buona alchimia fra gli strumenti, e sicuramente le intenzioni sono buone già a partire da “Catch A Dream” e dal suo riff di chitarra portante, accattivante nella sua semplicità, impressione che permane anche ascoltando i tre brani successivi. È anche vero che quattro pezzi sono un po’ pochi per farsi un’idea definitiva di un gruppo, ma l’assaggio lascia in bocca un sapore piacevole.
Una band quindi da seguire e da incoraggiare, buona per chi ama il rock fatto anche di chitarre e voci pulite, lontano dall’epicità e dagli estremismi, ma comunque valido. Si consiglia però un potenziamento dal punto di vista vocale; la voce di Alex Graziano è sicuramente adatta al genere proposto, ma oltre ad alcune incertezze nella pronuncia inglese si avvertono in alcune parti delle imperfezioni nel cantato, particolarmente nelle note basse, perfettamente risolvibili comunque con un altro po’ di allenamento. Se veramente le intenzioni dei Crop Circle sono quelle di portare avanti questo tipo di discorso musicale, al punto da considerare “Road To…” non come un punto di arrivo, ma come un’anticipazione di un possibile album completo, c’è sicuramente da andare avanti con spinta.

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EXTRA - 02 maggio 2007 [...]

Silvia Selmo

Con Road to…, i "The Chimps" tracciano un solco netto nel panorama indie rock di fabbricazione italiana.
La linea è chiara, la direzione presa e il cammino iniziato, solo la meta resta incerta, ma che importa? La strada da percorrere è ancora lunga.

Punto di partenza dell’Ep è un suono energico e pulito che s’imprime in testa senza troppe difficoltà.
Ognuno dei quattro brani si ricalca su se stesso come un cerchio scavato nel terreno, e la sensazione è di muovere in tondo con effetti da capogiro.
Scesi dalla giostra il ritmo è in circolo nel sangue, ma è necessario un respiro profondo, perché l’ascolto è stato impegnativo.
Non sarebbe male qualche deviazione allo standard britannico, a cui i The Chimps le dichiaratamente s'ispirano, e qualche infrazione alla regola, anche se con piacere si apprezzano la buona qualità dell’esecuzione e le sonorità calde e convincenti

Merito della combinazione di battute decise e melodie armoniose, unite a una vocalità scanzonata, che però perde fluidità espressiva nella pronuncia inglese arrangiata.
Un orecchio di riguardo per l’accattivante 123 star, secondo pezzo di Road to…che scuote l’uditorio dopo l’apertura di Catch a Dream, e suona decisamente rock, e uno per la sentimentale Rainjune, che anticipa la chiusura incalzante della spensierata In Another Place.
Ottima l’affinità dei componenti e buona la struttura musicale, una base indispensabile per successive sperimentazioni e personalizzazioni.
Nonostante la giovane età, in cinque superano di poco i 100 anni, i The Chimps hanno le idee chiare e uno stile preciso che segue le orme di gruppi come Interpol, Franz Ferdinand, The Strokes, The Killers, Elefant e Cure.
Le premesse sono soddisfacenti, anche se prima di esprimere un giudizio definitivo resto in attesa di un album, che non dovrebbe tardare ad arrivare.
Nel frattempo invito caldamente isolani e turisti ad assistere alle esibizioni dei The Chimps in alcune delle più belle città della loro stupenda Sicilia.
a le mani il loro primo ep “Road to…” che si compone di quattro brani: “Catch a dream”, “One two three star”, “Rainjune” e “In another place”

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DNA MUSIC - 12 aprile 2007 [...]

Giampaolo D'Errico

Vai parti… e tutto prende forma finalmente! Credevi davvero ci fossero confini da valicare, muri da abbattere, distanze da colmare? Quando il suono ti attraversa dalla testa ai piedi e lo stomaco sembra decodificare gli impulsi delle vibrazioni, non può esistere più un inizio né una fine… tutto deve fluire, tutto deve scorrere… nella mia tracklist in cuffia a volte mi capitano cose di cui disconosco totalmente la provenienza: l’importante è che mi portino lontano per un po’ e possibilmente mi diano vertigine e colore. Questi chi sono? Deve essere qualche band londinese misconosciuta dei tempi dell’ ”onda nuova”… si, però mi sfuggono… caspita però che energia! Tanti nomi scorrono nel display del mio cervello, più o meno recenti, ma non afferro di chi possano essere queste note, queste chitarre e questa bella

voce così menefreghista e dolcemente a sè… ok mi arrendo!! Leggo sulla scheda e non credo ai miei occhi: The Chimps, da Siracusa…?! Quando parte il secondo brano “One Two Three Star” sono praticamente stecchito e mi viene seriamente il dubbio che si tratti di un errore!! La cavalcata ritmica, le chitarre sferzanti, le rullate di basso… correre, arrivare a meta, tornare alla partenza per poi ricominciare a correre… perché in fondo vivere è un gioco da rifare! Tanti flash back...Television, Talking Heads, Joy Division. La fragranza melodica di “Rainjune” (a ricordare i Coldplay) sa riempirti di luce come una sorpesa inaspettata... e già vorresti riascoltarla da capo; il tiro giocoso di "In Another Place" è una filastrocca senza pretese, ma che riconferma questi The Chimps dotati di un ottimo talento melodico. Quattro brani autoprodotti da lasciarti quasi l'acquolina in bocca, una disinvoltura tecnica ed espressiva (tenendo presente che i testi sono tutti in inglese) sicuramente sopra la media ed inusuale per una band alle primissime armi, tante citazioni (e che citazioni!) ma tantissima voglia di trasmettere emozioni. Per chi della musica dà particolare importanza all'aspetto emotivo. Consigliamo di tenere d'occhio questi siciliani che di gusto e talento ne hanno davvero da vendere.

 

ROSA SELVAGGIA
18 aprile 2007
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Oflorenz

I 3 siracusani Crop Circle, nel momento in cui vi scrivo, hanno già mutato il loro moniker in THE CHIMPS, e vi rimando al loro sito www.the-chimps.com per le ultimissime news che riguardano il progetto siciliano. L’EP di esordio propone una frizzante rock-wave ben suonata e tutto sommato in linea con le più fresche proposte di recenti acts quali ad esempio Interpol e soprattutto gli Strokes di “Is this it”, come il riff della seconda “One Two Three Star” testimonia limpidamente. Simpatica la confezione del mini, fatta impeccabilmente con estratti delle pagine gialle londinesi

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ALONEMUSIC
17 marzo 2007
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Laura Piras

Ho tra le mani il loro primo ep “Road to…” che si compone di quattro brani: “Catch a dream”, “One two three star”, “Rainjune” e “In another place”, devo dire tutti abbastanza orecchiabili e ben strutturati, con suoni vintage che bene si addicono al genere che propongono e testi in inglese. La sezione ritmica, ben servita da un bassista di tutto rispetto, che al secolo prende il nome di Andrea Piccione e una batteria che ben lo asseconda nei suoi giri, suonata da Giuseppe Carbonaro, regge le chitarre di Andrea Garro e Alessandro Piccione (che si potrebbero definire entrambe soliste) delle quali spesso una realizza degli arpeggi, mentre l’altra crea piccoli assoli. In generale, a parte le considerazioni precedenti devo fare due piccole note ad Alex Graziano (voce della band), la prima positiva, perché è dotato di una buona timbrica e intonazione che gli permettono di realizzare melodie espressive e convincenti, ma la seconda nota è negativa, in quanto purtroppo una cosa che si sente subito ascoltandolo è una pronuncia inglese non molto buona che mal si sposa anche con il genere proposto, decisamente “british”.
Comunque, ritenendo il gruppo davvero valido, e apprezzando in particolare molto la terza canzone del disco “Rainjune”, rimetto a chi legge le proprie considerazioni.

Voto: 7

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ROCKSHOCK – 19 marzo 2007 [...]

Luca Morello

Dal sole della Sicilia ai cieli grigi di Albione, passando per le strade fumose di New York: in realtà è un tranquillo viaggio immaginario quello che intraprendono i The Chimps, passando dalla wave al pop più garbati

Un viaggio, dicevamo, ma sappiamo che ritorneremo alla salsedine e alla calda brezza dello Ionio. Un wave che non cerca di stanare patemi e patetismi da intimismo metropolitano, come abbiamo detto, ma che sfocia alla fine in una avvolgente spensieratezza: questa è la musica dei siracusani The Chimps.

Quando Catch A Dream parte con il charleston in sedicesimi, riconosciamo subito quel modo ossessivo, ma assai melodico ed espressivo, di suonare il basso, la tenue melodia di una delle chitarre (Cure), il riffare tirato e arrotato dell’altra (Interpol). Più originale è la seconda parte dove il ritmo diviene meno serrato e la tensione si sparpaglia in placidi guizzi di curesco romanticismo, mentre le strofe sono guidate da un cantato sognante e svagato che ci ricorda i Jesus And Mary Chain.

Un chitarrismo degno degli XTC plasma One Two Three Star, che però non sa rinunciare (di nuovo) a riflussi simil-Interpol, la cui introspettività è resa meno oppressiva dal quel tocco leggero che riporta ai Franz Ferdinand.

Le note intirizzite della band di Bob Smith (appoggiate sul charleston in levare) e la finta amarezza che flirta con una certa giocosità, tipica dei Killers (quelli di Hot Fuss), si rintanano tra i luccichii strumentali e i sobbalzi di calda, romantica emotività di Rainjune. Da non dimenticare la tastiera in coda che fa tanto ballata dei Cure tornati a riveder le stelle.

Adesso a Julian Casablancas e ad Alex Kapranos fischeranno un po' le orecchie: in In Another Place troviamo sonorità simili a quelle delle band dei due cantanti. Diciamo però che è un bel pezzo wave-rock solare e fresco, nel quale le chitarre teneramente gioiose amoreggiano con le fioche linee di un delizioso organetto.

Noi rimandiamo un'analisi e un giudizio più profondi sul gruppo e sulla loro musica al prossimo lavoro sulla lunga distanza.

Intanto rimaniamo qui ad attendere la crescita del gruppo con (prudente) ottimismo.

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MUSICMAP – 13 marzo 2007 [...]

Andrea Rossi

Ohibò. Stupore. Occhi spalancati. Anzi, orecchie spalancate. Chi sono questi? I The Chimps? Bene, annotiamoceli. Premessa: riceviamo decine di cd ogni giorno, che recensiamo volentieri, per voi ma anche e soprattutto per noi. La maggior parte delle volte, diciamolo, il livello è più che buono, capita però comunque (abbastanza spesso) che le proposte inviate siano noiose. Fatte, quasi, per timbrare un ipotetico cartellino. Senza spunti, senza lampi, senza intuizioni: fondamentalmente senza voglia. Non parlo solo di esordienti, di gruppi giovani: anzi, spesso sono proprio alcuni artisti di grido, spesso già affermati, che ci propinano brodini riscaldati. Chissà dove se lo saranno perso, il sacro furore degli inizi. O meglio, chissà dove se lo sono infilato (io una qualche idea a riguardo ce l'ho). Poi arrivano cd come questo dei The Chimps. E ringraziamo il cielo del mestiere che facciamo. Perché incontrare una realtà come quella di questi 5 ragazzi siciliani fa respirare aria buona. Oltre, è ovvio, a deliziare i padiglioni uditivi delle nostre orecchie. Questo "Road to..." è il primo E.P. della band, ed è logico che si attenda a questo punto in maniera trepidante una prova completa su full album. Lo scatto alla partenza è stato bruciante: vediamo se questi 5 promettenti atleti saranno altrettanto bravi sul lungo percorso.

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RADIOCOOP – 13 marzo 2007 [...]

Antonio Bacciocchi

Dalla Sicilia il promettente esordio con un EP dei The Chimps. Quattro brani all`insegna di una wave dagli spiccati tratti "inglesi", tra Editors, Interpol, Franz Ferdinand.Ben suonato e arrangiato con gusto "Road to..." soffre di un`eccessiva sudditanza ai modelli d`ispirazione ma è un buon punto di partenza per ulteriori maturazioni.

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SUL PALCO – 8 marzo 2007 [...]

Fabio Igor Tosi

Prima autproduzione per i The Chimps. I cinque ragazzi provengono da Siracura e dichiarano di rifarsi a band quali Strokes e Interpol, scopiazzando (aggiungo io) ad ogni brano un artista diverso. Si parte con “Catch A Dream” una vera e proprie rivisitazione degli Strokes, chitarra pressochè identica e ritmiche e liriche ruffiane, c'è da dire però che il brano funziona anche se parecchio derivativo. Mi stupisce invece, e molto, “One Two Three Star” molto vicina alle sonorità degli Interpol, ma con una discreta personalità sopratutto nella voce. Una plauso sincero alla performance di Alex Graziano, scazzato e incisivo quanto basta per colpire nel segno. Dopo un inizio bello ritmato anche vocalmente, le corde vocali si stendono e singhiozzano melodicamente creando un bell'effetto, coinvolgente e magnetico. Si ritorna su una ballata rock in stile Strokes con “Rainjune”, non molto incisiva, si chiude con “In Another Place”, un miscuglio tra i soliti Strokes (nello strumentale) e Interpol nella voce, niente male nella resa. In ogni modo la band è giovanissima (il batterista è addirittura del '92), e sembra già molto ben affiatata, con gusto musicale e buone strutture, mancano (per suonare questo genere) ascolti più definiti tra i padri di questo suono come Joy Division, Gun Club, Bauhaus, Talking Heads, Echo & The Bunnymen ecc.. Fabio Igor Tosi

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IN MUSICA – 3 marzo 2007 [...]

Andrea Buongiorno

Primo demo per la rock band siracusana, definito dagli stessi ragazzi come un antipasto di ciò che è intenzione delineare nel futuro full-lenght. Tra le note mi balza subito all'occhio una sorpresa anagrafica, in quanto alla sezione ritmica (sostenuta con perizia e capacità) siede l'elemento più giovane del gruppo, il sedicenne Giuseppe Carbonaro. Una gradevole sorpresa che accompagna l'ascolto di un genuino prodotto dell'underground nostrano;

Fonte di ispirazione del sound i Franz Ferdinand, Strokes, The Killers e i Cure; proprio con la band di Robert Smith ho trovato diverse affinità stilistiche non solo sonore ma anche vocali anche se in questo caso l'interpretazione appare più luminosa e certamente convincente. Il sound dei The Chimps è legato a un rock piacevole, non invadente e garbato. Proprio questo elemento rende orecchiabile il pop della iniziale "Catch a dream" o la seguente e ritmata "One two three star" più rockeggiante con l'impalcatura delle chitarre che rimandano ad alcuni lavori degli XTC. "Rainjune" è invece un pezzo più melodico che quasi introduce all'atmosfera solare di "In another place" che chiude un demo molto ben presentato e interpretato con chiarezza e sensibile potenzialità radiofonica. Se sono rose ...

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IL CIBICIDA - 24 febbraio 2007 [...]

Emanuele Brunetto

Chi l’ha detto che fuori dallo United Kingdom, ed in Italia in modo particolare, non possano nascere formazioni “color fumo di Londra”? I siciliani The Chimps, una breve carriera alle spalle cominciata nel 2005, rientrano a tutti gli effetti in quella ondata revival che imperversa negli ultimi tempi facendo la spola fra il Regno di Sua Maestà e New York. La prima incisione dei cinque ragazzi siracusani è questo Road To…, ep autoprodotto registrato presso gli Open Gate Studios di Catania, che dà appena un piccolo assaggio della verve frizzante della band, ammirevole soprattutto durante le esibizioni live.
I quattro brani, inediti, che compongo “Road To…”, pur mostrandosi discendenti diretti del NYC style di Interpol e Strokes, hanno il merito di far acquisire alla band una dimensione personale, già ben prima della fatidica pubblicazione di un vero e proprio full lenght. Le linee di batteria che percorrono le tracce, e soprattutto l’opener Catch A Dream, sono pulite e armoniose, mentre i refrain azzeccatissimi di One Two Three Star e Rainjune sono di quelli che ti entrano in testa fuoriuscendone solo con difficoltà; la conclusiva In Another Place, invece, vale da sola l’intero ep, con quei giri di sei corde che ricordano tanto gli ultimi Yuppie Flu (non per niente gli alfieri dell’indie made in Italy). In tutto ciò, colpisce piacevolmente la prestazione del vocalist Alex Graziano: niente virtuosismi esasperati, niente prevaricazioni sul sound della band, ma soltanto un bel po’ di passione palpabile. Insomma, non occorre necessariamente traversare il Canale della Manica, o addirittura l’Oceano, per ascoltare un po’ di sana indie-wave, a volte basta solo guardarsi intorno.

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